L'ipocausto (dal latino hypocaustum) era un sistema di riscaldamento usato nell'antica Roma, consistente nella circolazione di aria calda entro cavità poste nel pavimento e nelle pareti del luogo da riscaldare.
(letteralmente: “accendere un fuoco sotto”) il sistema di riscaldamento (già noto ai Greci, ma portato all'eccellenza dai Romani) che sfrutta una fonte di calore per riscaldare le pareti di una stanza.
Per coprirsi dal freddo usavano la palla, un mantello che non era altro che un rettangolo di stoffa in cui si avvolgevano e col quale si coprivano anche la testa, esso veniva indossato in svariati modi per avvolgere il corpo e ripararsi dal freddo e dalle intemperie.
Impianto adottato dai Romani per riscaldare gli ambienti (terme, case, ville, accampamenti). Il sistema consisteva nel far circolare sotto il pavimento e nelle pareti aria calda proveniente dal forno (praefurnium, propnigeum). Per l'eliminazione dei fumi erano predisposte apposite tubazioni.
Sotto il pavimento dei vari locali esisteva uno spazio libero, alto circa 60 cm in cui venivano fatte ardere delle fascine che, attraverso il pavimento stesso, riscaldavano gli ambienti¸ il fuoco giungeva in questo modo anche sotto le diverse vasche che dovevano contenere acqua calda.
Lo scaldaletto o scaldino era uno strumento, un braciere, che serviva per scaldare il letto e le coperte prima di coricarsi. Consisteva in un contenitore di metallo, solitamente ferro o rame, oppure terracotta, che veniva riempito di braci prese dal focolare o dal caminetto.