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È giusto dire glielo?
Alla terza persona i due pronomi atoni si fondono normalmente in un'unica parola: GLIELO, GLIELA, GLIELI, GLIELE. La grafia corretta e diffusa è quella unita; quella staccata è certamente possibile, ma di uso letterario e antico, oggi assai raro.
Si dice digli o dirgli?
«Chiama Lucia e digli di venire»?. Orrore! Se il complemento di termine è maschile, si usi «gli»; se è femminile si usa «le».
Quando si dice gli o li?
Si usa "gli" come pronome personale indiretto (a lui/a loro) e "li" come pronome personale diretto (loro/essi/esse), sostituendo nomi maschili singolari/plurali o femminili plurali (es. "gli ho parlato", "li ho visti"). Il trucco è sostituire con il nome: se regge "a" (a lui/loro), si usa gli; se è oggetto diretto (loro), si usa li.
Si dice darli o dargli?
– Forma composta dell'imperativo di dare (da' o dà) e gli (= a lui); è scritta spesso con l'accento, dàgli, per evitare equivoco con dagli preposizione: dàgli un po' di pane. Frequente come esclam., per incitare a dare addosso, a correre dietro a qualcuno: dàgli al ladro!; dàgli a quel cagnaccio!; l'untore! dagli!
Si dice fargli o farli?
In sintesi, usa “gli” per indicare “a lui” come complemento indiretto e “li” per indicare un complemento oggetto plurale maschile.
Come si scrive glielo detto o gliel ho detto?
di 'a lui') + lo, oppure le (con significato di 'a lei') + lo. Si forma allo stesso modo anche gliela. Quando dopo una di queste forme c'è una voce del verbo avere che inizia per h o per vocale, si mette l'apostrofo: gliel'ho detto, gliel'ho portata, gliel'avevo regalata, gliel'hanno dato.
Come si dice vascello o vasciello?
vascèllo s. m. [lat. tardo vascĕllum, dim. di vascŭlum, che a sua volta è dim. di vas «vaso»].
Si dice faccino o facciano?
Forme erronee come vadi, vadino al posto di vada, vadano o come facci, faccino invece di faccia, facciano sono ricostruite per analogia con le forme regolari parli, parlino, che presentano le desinenze -i, -ino, tipiche delle prime tre persone singolari e della terza persona plurale del congiuntivo presente dei verbi ...
Si dice gli voglio bene o li voglio bene?
Si dice "gli voglio bene" (a lui/a loro singolare) o "gli voglio bene" (anche al plurale, informalmente, per 'a loro'), mentre "li voglio bene" è grammaticalmente errato perché il verbo "voler bene" regge un complemento di termine (a chi?), non un complemento oggetto, e richiede quindi il pronome indiretto gli (a lui/loro), non il pronome diretto li (loro, che indica complemento oggetto).
Qual è il plurale corretto del pronome personale "gli"?
Per riassumere, l'uso di gli in luogo di loro, a loro, a essi e a esse è da considerare senz'altro corretto (Ora vado dai tuoi amici e gli dico che la devono smettere di fare chiasso), tranne che, forse, nel caso di registri altamente formali (Il parroco espresse loro le sue più sentite condoglianze).
È più corretto dare del voi o del lei?
Solitamente si usa il "lei" in situazioni in cui non si conosce bene l'altra persona, come in ambito professionale, con persone più anziane o in contesti ufficiali. Con il "voi", invece, il grado di formalità aumenta; possiamo dire però che questa forma è ormai in disuso.
Qual è il plurale di gli?
Gli usato come complemento di termine plurale, anche se manda in panico i puristi fin dal Cinquecento, non è stato mai errore: è antico quanto la nostra lingua, è più antico della forma loro. Si cominciò con l'usare gli al plurale, e solo in seguito si passò al loro.
Si dice fagli o fargli?
fagli il solito trattamento – fagli lo sconto del 20 – fagli gli auguri – fagli un po' di feste quando arriva – fagli un bel lavoretto – sì, fagli l'inchino addirittura!