Domanda di: Alberto Barbieri | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Quest'ultima va usata davanti a parole che iniziano per vocale. Quindi si avrà un'aiola, un'eresia, un'ora, un'isola, un'udienza. Negli altri casi, si dovrà scrivere una giardiniera, una storia, una collana, una zattera, una xenofoba.
Siamo così arrivati alla regola: dopo un dovrete scrivere l'apostrofo sempre e solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso, infatti, la forma un deriva da una, la cui a finale cade per elisione davanti alla vocale successiva.
Quando si apostrofa una parola? La regola è semplice: l'apostrofo si usa solo se la parola successiva è di genere femminile. In questo caso la vocale finale cade per elisione davanti alla vocale successiva. Invece, se la parola che segue l'articolo “un” è maschile, non si usa l'apostrofo.
Questa è in effetti la motivazione per cui la norma impone di non mettere l'apostrofo, ed è la stessa per cui prescrive un attimo e non *un'attimo, riservando l'apostrofo soltanto all'articolo indeterminativo femminile (laddove, nel caso dell'articolo determinativo, abbiamo da un lato l'ora e l'attimo e dall'altro il ...