Domanda di: Lamberto Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Il testimone (o anche teste) deve dichiarare solo ciò che conosce in prima persona perché lo ha visto o sperimentato direttamente. Pertanto, non potrà riferire di conoscere un fatto solo perché gli è stato riferito da altri. Una tale dichiarazione non avrebbe valore di prova.
Al riguardo, dopo aver ricevuto l'atto di intimazione, occorre comunicare in anticipo al datore di lavoro il fatto di essere stato citato come teste; dopo aver reso la testimonianza, al Testimone sarà rilasciata dal Cancelliere d'Udienza una certificazione della sua comparizione quale teste.
Parla bene e con lentezza, cerca di essere preciso. Rispondi alle domande senza divagare; se a chi ti interroga interessano ulteriori precisazioni sarà lui a chiederle, non dire nulla di più di ciò che ti è stato chiesto. Se non hai compreso bene la domanda, chiedi che te la rifacciano.
Il giudice istruttore interroga il testimone sui fatti intorno ai quali è chiamato a deporre. Può altresì rivolgergli, d'ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che ritiene utili a chiarire i fatti medesimi (1). È vietato alle parti e al pubblico ministero di interrogare direttamente i testimoni (2).
Vuoi sapere qual è la formula di impegno che pronuncia il testimone prima della deposizione? Eccola di seguito: «Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza».