Domanda di: Ing. Luce Rinaldi | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Per quantificare il danno, il giudice di solito ricorre al criterio della cosiddetta “equità”. In questo modo definisce una somma che, in base al proprio giudizio, si deve ritenere congrua per risarcimento danno morale quantificazione. Inoltre, la quantificazione danno morale è soggetta a personalizzazione.
Il danno morale andando ad incidere sulla sfera intima del danneggiato, può essere provato anche tramite la prova presuntiva. Cioè il giudice può presumere che dal comportamento illecito di un soggetto che va a ledere un altro soggetto sia naturale che seguano dei danni psicologici, patemi d'animo.
In sintesi, tutte le componenti di danno diverse dal biologico (tra le quali è ricompreso il danno morale) sono risarcite in una somma corrispondente al 20% di quanto liquidato a titolo di danno biologico.
Con la sentenza 16197/2015, la Cassazione ha stabilito l'esistenza autonoma del danno morale, non collegata a quello biologico. In particolare, il danno morale e il danno biologico vanno liquidati autonomamente, stabilisce la Cassazione.
La Cassazione ha più volte confermato che i danni morali possono essere risarciti in due casi: quando si è violato un diritto costituzionale (quindi uno dei diritti fondamentali della persona come, tra gli altri, l'onore, la reputazione, la famiglia, la salute, l'identità personale);