Domanda di: Dr. Kristel Conti | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Si tratta di un abito da prete composto da pantaloni, camicia e giacca. Solitamente giacca e pantaloni sono neri o grigi o blu scuro. Sotto il colletto della camicia, dello stesso colore del completo, viene inserito il collarino ecclesiastico, o comunque un colletto bianco.
Per quanto riguarda la nostra Conferenza Episcopale Italiana, il 23 novembre 1983 è stata emanata la seguente norma, in vigore dal 23 gennaio 1984: «Salve le prescrizioni per le celebrazioni liturgiche, il clero in pubblico deve indossare l'abito talare o il clergyman».
L'abito talare è il vestito indossato dai preti in alcune confessioni cristiane, soprattutto in quella cattolica. Il nome deriva dal latino tallus, che significa tallone, indicandone la lunghezza appunto fino ai piedi e suggerendone inoltre l'origine ebraica.
Amitto: panno rettangolare o quadrato, che si fissa intorno al collo e alla vita con nastri di tessuto. Solitamente è fatto di lino ed è sempre bianco, dovendo essere indossato sotto l'abito del sacerdote.
Il cingolo: una cintura in stoffa o un cordone che stringe il camice a livello dei fianchi del celebrante. La stola: viene portata dal sacerdote e dal Vescovo sul collo, mentre il diacono la indossa di traverso appoggiata sulla spalla sinistra.