Il supino in -ū, detto più comunemente supino passivo, viene usato per esprimere un ablativo di limitazione (in italiano, un complemento di limitazione), preceduto da aggettivi che indicano qualità, come acerbus, arduus, asper, dulcis, facilis, difficilis, gravis, horribilis, iucundus, mirabilis, optimus, e in presenza ...
Il supino passivo in u, che hanno quindi solamente i verbi transitivi di forma passiva e i deponenti (con valore passivo anche per questi ultimi), ha il valore di complemento di limitazione e si trova solo in dipendenza di alcuni aggettivi come facilis, difficilis, credibilis, incredibilis, utilis, arduus, asper, ...
supino Forma della coniugazione verbale, uno dei modi infiniti che, in latino e nelle lingue baltoslave, ha la funzione di indicare lo scopo o l'avvio di un'azione: lat. dormitum ire «andare a dormire»; oltre a questo, che è il s. attivo e che continua un tipo indoeuropeo in -tum (lat.
Vi sono in latino verbi regolari, come laudo, in cui il tema del perfetto e il tema del supino sono derivati dal tema del presente mediante i suffissi -v- (tema del presente: lauda; tema del perfetto: lauda + v, cioè laudav-) e -to- (tema del presente: lauda; tema del supino: lauda + to, cioè laudato-).