Domanda di: Lorenzo Gallo | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023 Valutazione: 4.5/5
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Il veleno della vipera è costituito principalmente da acqua, protidi, nucleotidi, ioni e metalli: sostanze che servono ad immobilizzare, uccidere e digerire la preda.
Il suo ambiente ideale è caratterizzato da una temperatura che va dai 15 ai 35 gradi, da luoghi aridi e sotto i sassi o in mezzo a siepi ed arbusti. La vipera non è aggressiva e attacca solo se non ha via di scampo, la sua difesa è quindi il morso con due denti aguzzi distanziati di circa 8-10 mm uno dall'altro.
Con il suo morso – caratterizzato da due fori distanti circa un centimetro tra loro, corrispondenti ai suoi denti veleniferi – la vipera quasi sempre inietta del veleno nel corpo della vittima provocando nell'immediatezza bruciore e dolore in corrispondenza del morso.
Il veleno in generale contiene neurotossine che danneggiano il sistema nervoso, e nel caso dei viperidi contiene tossine anticoagulanti, cioè che interferiscono con la coagulazione del sangue, provocando emorragie e altri danni da coagulazione intravascolare.
La vipera morde per predare piccoli animali o per difendersi in caso la minaccia sia improvvisa o non sia possibile la fuga da parte del serpente; nel caso di un cane la vipera può mordere quando viene calpestata o toccata ripetutamente col muso, zampe e testa sono infatti le zone più colpite.