Domanda di: Mietta De luca | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2026 Valutazione: 4.4/5
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Le notti passive, comuni in educazione e cooperazione sociale (ore 22-06), sono generalmente retribuite con un'indennità forfettaria anziché con la paga oraria piena, poiché non conteggiate nel monte ore settimanale. Esempi recenti includono indennità fisse di circa 20€ a notte, con accordi che cercano di rendere tale strumento più oneroso per le cooperative.
L'indennità fissa mensile è stata portata a 77,47 €. Inoltre, sono stati ridotte le fasce orarie di notti passive (dalle 24 alle 07) e l'indennità per notte passiva è di 20 euro per ciascuna notte.
Il lavoro notturno prevede una maggiorazione della paga, il cui importo dipende dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) di riferimento, solitamente tra il 15% e il 30%, calcolata sulle ore lavorate tra le 22:00 e le 6:00, con percentuali più alte per i turni festivi, straordinari o in settori specifici come quello metalmeccanico o chimico-farmaceutico.
Alcune cooperative utilizzano per il servizio notturno in comunità, gruppi appartamento e case di riposo, la cosiddetta “notte passiva”, ovvero costringono le lavoratrici e i lavoratori a lavorare di notte senza la giusta retribuzione.
Al contrario: esistono principi normativi, costituzionali e scientifici che impongono limiti di fatto — e 4 notti al mese rappresentano già una soglia oltre la quale la sicurezza del lavoratore e del paziente è compromessa. Il vuoto del CCNL non giustifica l'abuso Continua a leggere Seguitemi su NurseNews.eu.