Domanda di: Luce Bruno | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023 Valutazione: 4.4/5
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In genere, il trattamento delle aderenze addominali è chirurgico e consiste nella rimozione, mediante appropriate strumentazioni, delle fasce di tessuto fibroso-cicatriziale che hanno intaccato uno o più organi. La rimozione chirurgica delle aderenze addominali e delle aderenze in generale prende il nome di adesiolisi.
Questo intervento permette la liberazione dell'aderenza dai tessuti coinvolti e può essere eseguito con due tipologie di intervento: tecnica laparoscopia, con tecnica mini-invasiva; tecnica laparotomia, con tecnica tradizionale, a "cielo aperto".
Quando oltre al dolore addominale è presente vomito, peristalsi ridotta o assente, alvo chiuso a feci e gas, vanno eseguite più indagini strumentali: radiografia diretta dell'addome, ecografia e TC addominale. (le aderenze vengono sezionate e interrotte ed in tale maniera si elimina il blocco intestinale).
I trattamenti più indicati risultano la tecarterapia, la coppettazione, il massaggio connettivale, le onde d'urto e gli ultrasuoni. È consigliato, inoltre, massaggiare la cicatrice più volte al giorno utilizzando creme elasticizzanti. Puoi richiedere una consulenza presso lo Studio Fisioterapia Chiffi, a Patù (LE).
Le aderenze addominali possono strangolare, torcere o stirare le anse intestinali dislocandole dalla loro corretta posizione nell'addome. Un'occlusione intestinale (in inglese small bowel obstruction) riduce parzialmente o completamente il transito del cibo e delle feci attraverso gli intestini.