I termovalorizzatori possono fornire calore ad alta temperatura in seno a centrali elettriche producendo energia elettrica tramite un impianto costituito da una turbina a vapore. Il vapore è generato dal riscaldamento, dovuto alla combustione dei rifiuti, di acqua contenuta in apposite caldaie.
Il termovalorizzatore, bruciando i rifiuti, genera vapore: è grazie a questo processo che avviene la produzione di energia elettrica. Grazie agli impianti di termovalorizzatore si alimenta il teleriscaldamento, sistema che porta l'acqua calda nelle abitazioni dei cittadini.
L'inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione.
Le ceneri solide vengono smaltite in una discarica per rifiuti tossici nocivi (estremamente più pericolose delle vecchie discariche). I fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene e 25 kg di gesso. L'incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare.
Uno dei principali svantaggi degli impianti di termovalorizzazione è infatti quello legato ai fumi e alle ceneri prodotte in seguito alla combustione. Secondo il parere di molti, la raccolta differenziata è l'unica in grado di ridurre la quantità di rifiuti che finisce in discarica.