La busta paga di gennaio 2026 presenta importanti novità legate alla Legge di Bilancio, tra cui il conguaglio fiscale del 2025, la rimodulazione dell'IRPEF con riduzione dell'aliquota al 33% per i redditi medio-alti (28k-50k €) e la proroga della detassazione per lavoro notturno/festivo (15%). Attenzione ai possibili recuperi del bonus cuneo fiscale se i redditi 2025 hanno superato i limiti.
Secondo le simulazioni, gli aumenti derivanti dai nuovi contratti collettivi potrebbero portare a un incremento medio di circa 800 euro lordi annui, pari a circa il 3,5% della retribuzione media dei dipendenti privati.
Dal 1° gennaio 2026 aumentano le accise e i prezzi di sigarette e tabacchi, i pedaggi autostradali (per adeguamento inflazione), il costo del diesel (parificazione aliquota accisa benzina/gasolio), l'imposta di soggiorno (potere ai comuni), le tasse su alcune polizze assicurative accessorie (infortuni conducente, assistenza stradale) e si applica un contributo su spedizioni extra-UE; inoltre, raddoppia la Tobin tax e cambiano gli scaglioni IRPEF (con aliquote 23%, 33%, 43%) e il calcolo ISEE.
Quali sono le novità per il bonus dipendenti nel 2026?
Il bonus e l'ulteriore detrazione introdotti con l'ultima legge di bilancio vengono confermati anche per il 2026. Viene riconosciuto ai lavoratori con reddito annuo fino a 20.000 euro e viene calcolato in percentuale come segue: 7,1% per redditi fino a 8.500 euro. 5,3% per redditi tra 8.500 e 15.000 euro.
Le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2026 non hanno effetto sui lavoratori che già hanno scelto di destinare il TFR ad una forma pensionistica complementare . Con riferimento a tali lavoratori, pertanto, i datori di lavoro continuano a non avere alcun obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS.