Cosa c'è dopo il regime forfettario?
Domanda di: Ivonne Damico | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2026Valutazione: 4.5/5 (55 voti)
Dopo il regime forfettario, in caso di superamento del limite di ricavi di 85.000€ (o per superamento di altri vincoli), si transita obbligatoriamente al regime ordinario, solitamente nella forma di contabilità semplificata per imprese individuali e professionisti. Questo comporta l'applicazione dell'IVA, la tassazione IRPEF a scaglioni, la deduzione analitica dei costi e un aumento degli adempimenti contabili.
Quando conviene passare da forfettario a semplificato?
Quando sono obbligato a uscire dal regime forfettario? L'uscita è obbligatoria se superi gli 85.000 euro di fatturato annuo, se acquisti beni strumentali oltre i 20.000 euro o se entri a far parte di una società. In questi casi, il passaggio a un altro regime fiscale avviene automaticamente dall'anno successivo.
Cosa c'è dopo il forfettario?
Il passaggio da forfettario a ordinario può essere per convenienza o per obbligo. Nel primo caso, dopo un'attenta valutazione, una partita iva forfettaria può capire che sarebbe più conveniente passare al regime ordinario per via degli elevati costi di gestione, così da poterli finalmente scaricare.
Cosa succede quando si supera il regime forfettario?
Cosa succede se superi i 100.000 €
La normativa stabilisce che se i ricavi o compensi superano questa cifra, la fuoriuscita dal regime forfettario non avviene dall'anno successivo, ma scatta immediatamente nello stesso anno fiscale.
Quando non conviene più il regime forfettario?
I costi sostenuti per dipendenti e collaboratori non devono superare i 20.000 euro annui. Questa è una delle limitazioni che rendono meno adatto il forfettario per chi vuole costruire un'attività strutturata e più complessa e, in generale, per chi ambisce a una crescita sostenuta del proprio business.
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