Domanda di: Ing. Edvige Riva | Ultimo aggiornamento: 28 marzo 2026 Valutazione: 5/5
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Dopo il passato remoto (indicativo) nell'ordine cronologico delle azioni passate si utilizza il trapassato remoto (es. ebbi mangiato, fui andato). Questo tempo composto indica un'azione conclusa immediatamente prima di un'altra espressa al passato remoto. È tipico della lingua scritta e letteraria, usato spesso in subordinate con "dopo che", "appena".
Con la principale ad un tempo passato del modo indicativo (imperfetto, passato remoto, passato prossimo, trapassato prossimo o trapassato remoto), nella subordinata si utilizza il trapassato prossimo per indicare anteriorità; l'indicativo imperfetto per indicare contemporaneità, il condizionale passato per indicare ...
Le principali forme verbali utilizzate al passato sono il passato prossimo, l'imperfetto e il trapassato. Come il passato prossimo, il trapassato prossimo presenta una situazione completa, con un inizio e una fine precisa.
Nella coniugazione passiva (➔ passiva, costruzione) tutti i tempi si presentano in forma composta, mentre all'attivo si trovano quattro tempi composti dell'➔indicativo (➔ passato prossimo, ➔ trapassato prossimo, ➔ trapassato remoto, ➔ futuro anteriore), due del ➔ congiuntivo (congiuntivo passato e trapassato) e uno del ...
Qual è la differenza tra imperfetto e passato remoto?
Il ricorso al passato remoto passato prossimo crea insomma nel lettore ascoltatore un'aspettativa per gli scenari precedenti e successivi all'azione espressa; l'imperfetto, invece, la mette a tacere e concentra l'attenzione di chi legge o ascolta sull'azione in sé, colta nella sua durata.