La composizione tipica, ma anche più semplice, è: azoto molecolare, idrogeno molecolare, anidride carbonica, ossigeno molecolare e metano. Si tratta, insomma, della composizione dell'aria che respiriamo, sebbene con rapporti relativi alquanto differenti.
I gas intestinali sono costituiti per il 99% da azoto, ossigeno, anidride carbonica, idrogeno e metano. Il cattivo odore non è tuttavia conferito da questi componenti maggioritari, bensì dalla piccolissima percentuale di anidride solforosa, acido solfidrico, indolo, acidi grassi volatili e scatolo.
La flatulenza espelle principalmente gas inodori, come l'azoto (ingerito), l'ossigeno (ingerito), il metano (prodotto da archei anaerobici), l'anidride carbonica (prodotta dai batteri anaerobi o ingerito) e l'idrogeno (prodotto da alcuni e consumato da altri).
Il cattivo odore dei gas intestinali emessi dipende principalmente dalla presenza di zolfo nel cibo ingerito e dalla conseguente produzione, più o meno consistente, di solfuro di idrogeno.
La risposta ce la dà la scienza. Pare, infatti, che l'odore delle nostre puzzette abbiamo qualcosa di familiare e che, dunque, ci piaccia più di altri. La puzza che si percepisce con il rilascio d'aria è prodotta dai batteri presenti all'interno del nostro corpo che sono unici e differenti da tutti gli altri.