Domanda di: Ortensia De Angelis | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Ulteriore conseguenza della mancanza di provvista è rappresentata dal "protesto", atto pubblico con il quale viene accertato il mancato pagamento dell'assegno e viene data pubblicità della mancata provvista, con conseguente perdita della reputazione da parte di chi aveva emesso l'assegno.
Nel caso di assegno protestato, il creditore viene tutelato anche dagli Istituti Bancari che rilasciano una dichiarazione nella quale si “certifica” che nonostante la presentazione dell'assegno da parte del creditore entro i termini previsti dalla legge, quest'ultimo non ha però potuto riscuotere il proprio credito.
Il protesto, sia di cambiali che di assegni, decade automaticamente dopo 5 anni dalla pubblicazione (anche se i titoli non sono stati pagati) e scompare (senza alcun intervento) dal Registro informatico dei protesti.
Quando un soggetto emette un assegno, pur non avendo fondi sufficienti a coprire l'importo indicato o non è autorizzato ad emettere il titolo, viene attivato un procedimento formale chiamato per l'appunto protesto.
Quanto tempo ho per pagare un assegno prima di essere protestato?
La miglior cosa da fare è provvedere il prima possibile al pagamento dell'assegno, possibilmente entro il termine di 60 giorni dalla data di presentazione del titolo. Sarà necessario aggiungere alla somma indicata nell'assegno anche una penale (pari al 10% del valore dell'assegno), gli interessi e le spese di protesto.