Cosa comporta la mancata formazione del plafond IVA?

Domanda di: Cirino Moretti  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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SANZIONI PER LO SPLAFONAMENTO IVA DELL'ESPORTATORE ABITUALE
In caso di utilizzo del plafond oltre il limite consentito, l'articolo 7, comma 4, D. Lgs. n. 471/97 prevede l'applicazione di una sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell'imposta non assolta.

Cosa succede in caso di splafonamento?

In questo caso la violazione la commette il fornitore dell'esportatore abituale, il quale ha emesso fattura non imponibile per un ammontare superiore alla dichiarazione di intento ricevuta. Al fornitore è applicabile la sanzione prevista dall'articolo 7, comma 3, D. Lgs. 471/1997, che va dal 100% al 200% dell'imposta.

A cosa serve il plafond IVA?

Si tratta del credito formatosi dagli acquisti effettuati, che non hanno trovato altrettante cessioni imponibili IVA. In questo contesto il plafond IVA rappresenta il limite entro il quale gli esportatori abituali hanno registrato esportazioni, cessioni intracomunitarie e altre operazioni assimilate (non imponibili).

Quali sono le operazioni non imponibili che non concorrono alla formazione del plafond?

Sono invece escluse dal calcolo del plafond le seguenti operazioni: le prestazioni di servizi rese nei confronti di un soggetto non residente, non soggette IVA ai sensi dell'art. 7-ter del DPR 633/1972; le esportazioni gratuite di beni non imponibili ai sensi dell'art.

Cosa genera il plafond?

Il limite del plafond è costituito dall'ammontare complessivo delle operazioni non imponibili (cessioni all'esportazione, cessioni intracomunitarie ed operazioni assimilate, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali) registrate nell'anno solare precedente.

Esportatori Abituali e Dichiarazioni di intento