Domanda di: Dott. Secondo Mariani | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
(13 voti)
Questa definizione fa capire che per Kant ogni conoscenza umana deriva da queste due fonti (sensibilità e intelletto): senza sensibilità nessuno oggetto sarebbe dato, senza l'intelletto nessun oggetto sarebbe pensato. Pensare un oggetto secondo Kant significa attribuire un predicato ad un soggetto.
Comprendiamo allora meglio perché Kant dice che l'uomo deve conoscere se stesso come un oggetto: «Io (ich), ego, in quanto intelligente sono soggetto pensante, conosco me medesimo in quanto oggetto pensato (gedachtes Objekt), finché sono dato a me stesso nell'intuizione, esattamente come tutti gli altri fenomeni ( ...
Kant vide l'individuo umano come un essere razionale autocosciente con una scelta di libertà "impura": La facoltà di desiderare in base a concetti, nella misura in cui il motivo determinante della sua azione va individuato in lei stessa e non in un oggetto, si chiama facoltà di fare o di non fare a piacimento.
L'uomo, in definitiva, è un essere appartenente a due mondi: in quanto dotato di capacità sensoriali appartiene a quello naturale, e pertanto è sottoposto alle leggi fenomeniche; in quanto creatura razionale, però, appartiene a ciò che Kant chiama il mondo "intelligibile" o noumeno, cioè il mondo com'è in sé ...
Kant affronta il problema della fondazione della morale, egli si propone di trovare le condizioni a priori necessarie e universali che la rendono possibile e le individua nella stessa ragione umana: la legge morale è iscritta in noi come un “fatto della ragione”.