La badante deve pulire principalmente gli ambienti frequentati dall'assistito (camera, bagno, cucina) per garantire l'igiene, rifare i letti, lavare i piatti, sbrigare le faccende domestiche quotidiane e mantenere in ordine la casa. La priorità resta l'assistenza, non le pulizie pesanti o l'intera casa.
Aiuto nell'igiene quotidiana: lavare la persona, aiutarla nella doccia o nel bagno, curare l'igiene orale e gestire le pratiche di pulizia intima. Vestizione e svestizione: fornire assistenza per mettersi o togliersi gli abiti, scegliere vestiti adeguati alla stagione e alle uscite.
I compiti della badante convivente sono molto simili a quella della badante generica. Come anticipato, il suo lavoro è quello di assistere le persone presso il proprio domicilio che non sono più in grado di vivere la quotidianità in modo normale, oltre a offrire compagnia e supporto emotivo qualora fosse necessario.
Che diritti ha la badante dopo la morte dell'assistito?
Alla morte dell'assistito, il contratto di lavoro domestico cessa, poiché viene meno il suo oggetto principale. Questo significa che la badante non ha più diritto a restare nell'abitazione.
E' la stessa contrattazione collettiva (art 37 commi 8 e 9 CCNL Colf badanti) a prevedere esplicitamente che delle rivendicazioni derivanti dalla prestazione lavorativa del lavoratore domestico i familiari conviventi con il parente defunto ne siano tenuti in solido al pagamento.