Domanda di: Costanzo Sala | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026 Valutazione: 4.4/5
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Le ultime parole di Napoleone, pronunciate durante la sua agonia a Sant'Elena il 5 maggio 1821, furono frammenti confusi come "Francia, esercito, capo dell'esercito, Giuseppina" (o Joséphine), che riflettevano i suoi grandi amori: la patria, il suo esercito e la sua prima moglie, Giuseppina Bonaparte. Morì nel tardo pomeriggio, ripetendo spesso questi nomi e parole.
Non esiste una singola frase universalmente riconosciuta come la più famosa di Napoleone, ma tra le più celebri spiccano "Dio me l'ha data e guai a chi me la tocca!" (durante l'incoronazione), "Non interrompere mai il tuo nemico mentre sta facendo un errore", "Un leader è un commerciante di speranza" e "Bisogna sempre lasciar trascorrere la notte sulle ingiurie del giorno innanzi", che riflettono la sua ambizione, pragmatismo e saggezza tattica.
«Io do un ordine, o taccio». È forse l'imperiosità la più incisiva delle virtù di Napoleone, la capacità di far seguire un “fulmine” al “baleno” di una decisione.
Qual è la poesia dedicata alla morte di Napoleone?
Il cinque maggio è un'ode scritta da Alessandro Manzoni nel 1821 in occasione della morte di Napoleone Bonaparte, esule a Sant'Elena (possedimenti d'oltremare della corona britannica nell'Oceano Atlantico). Che forse non morrà.»