La mattina del 1° maggio 1994, prima del tragico incidente a Imola, Ayrton Senna pronunciò le sue ultime parole pubbliche rivolgendosi all'eterno rivale Alain Prost, commentatore per la TV francese: "Un saluto speciale al mio caro amico Alain. Alain, ci manchi a tutti". Questa frase segnò una inaspettata riconciliazione tra i due ex piloti.
Ma in me c'è una paura perfino più grande: quella di farmi male sul circuito, quella di fare male ad altri, di deformare la continuità della vita. «Alain, mi manchi» – sono le ultime parole pubbliche pronunciate da Ayrton Senna la mattina del 1° maggio del 1994.
«Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione per vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita».
L'epitaffio: “Nada pode me separar do amor de Deus”. Poi il nome, la data di nascita (21 marzo 1960) e di morte (1 maggio 1994), una piccola bandiera brasiliana.
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Senna respirava ancora autonomamente ma era entrato in coma: aveva perso molto sangue dalla ferita sopra all'occhio destro, oltre ad avere una frattura alla base del collo per colpa della sospensione che si era staccata dalla sua Williams.