Il primo giorno del mese nel calendario romano, da cui prese il nome il calendario stesso. Non esistevano nel calendario greco, e fu perciò che i Romani a indicare il rinvio indefinito di un'impresa o di una promessa, dicevano scherzosamente che era rimandata alle calende greche.
Il 1° giorno di ogni mese era il giorno delle calende, da cui deriva la parola calendario. Gli altri due erano le none e le idi, mobili a seconda della durata del mese: in marzo, maggio, quintile e ottobre, le none cadevano il 7°, e le idi il 15° giorno, mentre negli altri mesi esse cadevano il 5° ed il 13° giorno.
L'espressione “alle calende greche” indica una scadenza molto lontana nel tempo, quasi inesistente. Prende origine dalle calende romane, ovvero il primo giorno del mese. Ma perché si parla di calende greche? Perché nel calendario greco, le calende non esistono.
Il suo calendario aveva esattamente dieci mesi, con marzo come primo mese dell'anno e dicembre il decimo. Qualcosa di questo ci è familiare, soprattutto i mesi di settembre (il settimo), ottobre (l'ottavo), novembre (il nono) e dicembre (il decimo).
di 12 mesi è attribuita a Numa Pompilio: principalmente regolato sul moto della Luna, comprendeva 355 giorni ed era diviso in 12 mesi, intercalati a intervalli, subito dopo il 23 febbraio, da un periodo di 22 o 23 giorni; dell'alternanza tra gli anni comuni e gli anni intercalari erano responsabili i pontefici, che ...