Alla morte di un genitore, è necessario comunicare tempestivamente il decesso alla banca per bloccare il conto corrente ed evitare usi illeciti, presentando certificato di morte, atto notorio degli eredi e, successivamente, la dichiarazione di successione per svincolare le somme. I cointestatari possono operare solo sulla propria quota.
Come evitare il blocco del conto corrente in caso di morte?
Per evitare il blocco del conto in caso di morte, la soluzione migliore è il conto cointestato con firma disgiunta e clausola di "sopravvivenza" che permette al cointestatario superstite di operare liberamente, ma solo sulla sua quota, mentre quella del defunto viene sbloccata agli eredi tramite successione (o autocertificazione semplificata se < 100k €). Per il conto intestato al solo defunto, è necessaria la dichiarazione di successione (o un'autocertificazione di esonero) e l'atto notorio per sbloccare la quota agli eredi, presentando i documenti richiesti alla banca, evitando così il blocco totale.
Quanto si paga di successione per i soldi in banca?
Le tasse di successione sul conto corrente
Per gli eredi diretti (cioè il coniuge, i figli, i nipoti diretti, i genitori o i nonni del defunto) esiste una franchigia di un milione di euro: oltre questa soglia, l'aliquota da applicare è del 4%.
In caso di conto corrente cointestato quando muore uno dei titolari, il titolare superstite dovrà sempre comunicare alla banca l'avvenuto decesso. Bisogna però a questo punto distinguere due ipotesi e cioè se si tratta di conto corrente cointestato a firma congiunta o disgiunta.
Quanto tempo impiega la banca a sbloccare i soldi di un defunto?
Quanto tempo ha la banca per liquidare gli eredi? Una volta che la banca ha ricevuto tutta la documentazione necessaria e corretta, generalmente impiega circa 30 giorni per completare le verifiche e sbloccare i fondi.