Cosa fare in caso di scosse elettriche?

Domanda di: Miriana Damico  |  Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2023
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«Fai sdraiare la vittima e mettila su un fianco, poi valuta quanto è lucida, se respira a fatica e se il cuore batte regolarmente. Ripeti questa verifica anche 3-4 volte in 15 minuti. Se la situazione migliora non c'è motivo di preoccuparsi: altrimenti chiama il 112».

Cosa fare dopo che si è presa la scossa?

Non perdere tempo e chiamare immediatamente i soccorsi. Nel frattempo, se la vittima è in stato di incoscienza, va fatta sdraiare supina accertandosi se respira e se il cuore pulsa. Se c'è un arresto cardiaco e respiratorio si deve procedere alla cosiddetta rianimazione cardiopolmonare.

Quando una scossa elettrica è pericolosa?

20 milliampere: tetanizzazione muscolare. 20-50 milliampere: paralisi dei muscoli respiratori con possibile conseguente arresto respiratorio. 50-100 milliampere: soglia di fibrillazione ventricolare. 2 ampere: arresto cardiaco e danni severi agli organi interni.

Come proteggersi dalle scosse elettriche?

Ecco cosa fare sempre:
  1. Indossare misure di protezione individuale: è obbligatorio indossare sempre misure di protezione individuale come guanti isolanti e calzature antistatiche.
  2. Controllare gli attestati di conformità: ogni impianto elettrico deve essere a norma secondo la legge 46/90.

Perché mi vengono le scosse?

Esse possono essere generate da un evento esterno, come un infortunio oppure uno sforzo eccessivo oppure da patologie come ernia del disco, protrusioni, discopatia degenerativa lombo-sacrale, artrosi o stenosi vertebrale. Altre cause/fattori di rischio sono: Postura errata. Stile di vita sedentario.

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