Domanda di: Dr. Ninfa De rosa | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il 12 settembre 1919 d'Annunzio e i suoi circa 2.6000 "legionari" - come li aveva ribattezzato lui stesso - entrarono a Fiume acclamati dalla popolazione italiana e istituirono un governo provvisorio e una Carta Costituzionale, la Carta del Camaro, di cui alcune caratteristiche verranno riprese qualche anno più tardi ...
L'intento fu quello di proclamare l'annessione della città all'Italia forzando in tal modo la mano ai delegati delle potenze vincitrici della prima guerra mondiale, all'epoca impegnati nella Conferenza di pace di Parigi.
Il 12 settembre 1919 Gabriele D'Annunzio partendo da Ronchi giungeva a Fiume con circa duecento legionari, i quali sarebbero diventati il mese successivo più di tremila. Si trattava di un'azione armata condivisa da importanti settori dell'Esercito italiano, come da diversi ambienti politici e massonici.
Oltre alla vicina Istria, fu una tra le prime città a opporsi al fascismo e, durante la Seconda guerra mondiale, fece parte del fronte antifascista. Dopo la capitolazione dell'Italia, nel 1943, Fiume e Sušak furono occupate dai tedeschi, che le controllarono fino al 3 maggio 1945, giorno della loro liberazione.
Come fu anche definita la Dannunziana marcia su Fiume?
Prese Fiume per colpa di quella che venne definita una "vittoria mutilata": Fiume non fu data all'Italia dalla Conferenza di pace di Versailles al termine della Prima Guerra Mondiale. Stati Uniti, Gran Bretagna, Italia e Francia, non trovarono l'accordo.