Benito Mussolini ha perseguito una brutale politica coloniale in Africa, culminata con l'invasione dell'Etiopia (1935-1936) per creare l'Africa Orientale Italiana (AOI). Il regime ha utilizzato armi chimiche proibite, come l'iprite, e compiuto stragi di civili, imponendo segregazione razziale e leggi razziali per consolidare il potere fascista.
Mussolini voleva mettere in evidenza che l'Etiopia – ai suoi occhi - non era uno Stato sovrano, ma un territorio selvaggio, in cui non valevano le regole del diritto internazionale.
Nel 1905 il governo italiano assunse direttamente la responsabilità di creare una colonia nel sud della Somalia a seguito delle accuse rivolte alla Società del Benadir di aver tollerato o addirittura collaborato alla perpetuazione della tratta degli schiavi.
Il colonialismo italiano fu un periodo compreso tra il 1882 e il 1960, durante il quale l'Italia intraprese una serie di spedizioni con lo scopo di avviare, e successivamente espandere, un proprio dominio coloniale, soprattutto in territorio africano.