L'etica dello shintoismo si concentra sul mantenimento dell'armonia (Wa) tra l'uomo, la natura e i Kami (divinità/spiriti) attraverso la purezza rituale, il rispetto della tradizione e la lealtà sociale. Non basandosi su dogmi scritti, impone la rettitudine, la sincerità, la pulizia fisica e spirituale (purificazione o harae), e l'onore, promuovendo il senso del dovere all'interno del collettivo.
Anche il culto non prevede l'uso di testi, ma dalla fine del XV secolo è stato riconosciuto un posto nella liturgia, a imitazione delle scritture buddhiste, al Kojiki e al Nihon shoki (o Nihongi), due opere compilate nell'VIII secolo per decreto imperiale.
Amaterasu è la dea shinto del sole: la leggenda vuole che la stirpe imperiale giapponese discenda direttamente da lei, per questo il sole è diventato il simbolo del paese, tanto da essere usato anche sulla bandiera nazionale. Amaterasu viene venerata nel Santuario di Ise, il più importante di tutto il Giappone.
Lo Shintoista prega ovunque e per ogni necessità. Esegue gesti rituali come battere le mani per attirare l'attenzione dei Kami. Sono importanti anche i pellegrinaggi. Lo Shinto ha dei riti per ogni tappa della vita, di cui il più sentito e festoso è il matrimonio.
Il torii è per antonomasia il simbolo universalmente riconosciuto dello Shintoismo. Rappresenta i portali che danno accesso ai templi o ad una qualsiasi zona naturale considerata sacra. Il torii è un simbolo di misticismo.