Domanda di: Ing. Demian Conte | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2026 Valutazione: 5/5
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Durante il ventennio fascista (1922-1943), il regime di Mussolini ha soppresso le libertà fondamentali, vietando l'opposizione politica, la libertà di stampa e di associazione, e lo sciopero. Era vietato usare parole straniere, criticare il regime, essere ebrei (leggi razziali) o aderire a partiti diversi da quello fascista, con una forte repressione tramite l'OVRA.
Durante il fascismo, non si poteva fare politica antifascista, sciopero, criticare il regime, usare parole straniere e il "Lei" (sostituito dal "Voi"), avere stampa libera, associazioni non fasciste e, dopo le leggi razziali, essere ebreo o appartenere a minoranze per accedere a certe attività; tutto era sotto la rigida censura del regime per controllare pensiero, espressione e stampa.
Per quanto concerne la politica coloniale, Mussolini portò a termine la cosiddetta "pacificazione" della Libia (1922-1932) e intraprese poi la conquista dell'Etiopia (1935-1936), violando il diritto internazionale con l'utilizzo di armi chimiche e causando sanzioni economiche da parte della Società delle Nazioni.
Che lavoro faceva Mussolini prima di diventare Duce?
Benito Mussolini nacque nel 1883 a Dovia di Predappio, in Romagna, da un fabbro socialista e una maestra elementare. Preso nel 1901 il diploma magistrale, nel 1902 emigrò in Svizzera. Divenuto socialista, iniziò a collaborare a fogli socialisti e anarchici.
Un'Italia neutrale si sarebbe risparmiata devastazioni, crisi economica, perdite di vite umane e territoriali. Questo avrebbe probabilmente salvato Mussolini e la monarchia: il regime fascista (come il franchismo in Spagna) sarebbe forse durato fino alla morte del duce.