Ne La Politica, Aristotele descrisse come la catarsi generata dalla musica riusciva a indurre alla meditazione e quindi al distacco e alla liberazione dell'uomo da passioni violente. La musica per Aristotele è la sola attività che consente all'uomo di avvicinarsi ad una vita contemplativa e quindi di formarsi.
La musica — diceva Aristotele (filosofo greco del IV sec. a.C.) — non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poiché può servire per l'educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per la ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo.
Platone intendeva la musica in un'accezione molto più ampia di come la intendiamo noi oggi. Era l'arte delle Muse, la cultura letteraria, musicale in senso generale e aveva una funzione essenziale per la formazione del carattere dei giovani.
musica come filosofia' con rinnovata consapevolezza, secondo il percorso in larga misura rappresentato dalla riflessione novecentesca (Adorno, Bloch, Benjamin, Jankélévitch, Anders, Ernst Kurth), che ha scandito in fasi diverse la progressiva autonomizzazione della musica dalla tutela sistematica del pensiero ...
La letteratura scientifica ha documentato come la musica possa essere una forma di terapia poco costosa e priva di effetti collaterali, capace di apportare benefici in numerose condizioni, come: Disturbi dell'umore, come la depressione. Malattie neurologiche. Gestione del dolore cronico.