Lo scopo del diario per Zeno, e quindi per Svevo, è quello di prendere i ricordi passati, registrati dalla memoria e poi dal diario, per poterli poi utilizzare, per comprendere meglio la propria vita. La memoria secondo l'autore non è quindi capace di creatività, è solo logica e razionale.
Svevo non accoglie le soluzioni filosofiche di Schopenhauer, che aveva analizzato il carattere intrinseco ed effimero degli istinti umani, ma dal filosofo egli impara a cogliere gli autoinganni (mistificazioni) che permeano l'esistenza, ricorrentemente presenti ne “La coscienza di Zeno”.
Svevo non condivise pienamente le teorie freudiane, accettandone solamente quelle che confermavano quanto lui già pensava della psiche umana; il suo rapporto con la psicanalisi può essere definito duale, infatti, da un lato egli ne fu affascinato, poiché ne apprezzava l'attenzione riservata ai gesti quotidiani più ...
Ispirandosi a Flaubert, Svevo riprende anche l'atteggiamento di irrisione fredda e corrosiva nei confronti dei suoi primi personaggi. Oggetto di tale irrisione sono l'inettitudine, la tendenza al sogno e gli alibi costruiti per coprire i sensi di colpa.
Svevo utilizza la psicoanalisi per creare psicologie verosimili e attendibili, in cui il lettore si ritrova, ma dall'altra parte nega la guarigione dalla nevrosi attraverso questa tecnica e anzi sembra essere quasi ironico quando parla delle analisi del dottor S.; come si legge dalla Prefazione, il dottore avrebbe ...