Domanda di: Ing. Mariagiulia Martini | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2026 Valutazione: 4.2/5
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La legge italiana sui rifiuti, principalmente disciplinata dal Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e integrata dal DL 116/2020, mira a promuovere l'economia circolare. Essa impone la gestione sostenibile, privilegiando prevenzione, riutilizzo e riciclo (con obiettivi specifici del 55-65% entro il 2035) rispetto allo smaltimento. Prevede la corretta classificazione, tracciabilità e sanzioni severe per l'abbandono.
152 del 3 aprile 2006 (modificato ed integrato più volte nel corso degli anni, la normativa italiana attualmente in vigore (il cosiddetto Testo Unico Ambientale), rifiuto è: "qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi".
Cosa prevede l'articolo 256 del codice dell'ambiente?
L'articolo 256 del Codice dell'Ambiente (D.Lgs. 152/2006) disciplina le sanzioni penali e amministrative per la gestione illecita dei rifiuti, punendo chi effettua attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione senza le autorizzazioni previste, con pene che variano da arresto/ammenda (per i rifiuti non pericolosi) a reclusione (per i rifiuti pericolosi). Il comma 3, in particolare, si riferisce alla realizzazione e gestione di discariche abusive, mentre il comma 2 sanziona l'abbandono e deposito incontrollato commesso da imprese ed enti.
Che cosa cambia con il rentri dal 13 febbraio 2025?
Dal 13 febbraio 2025, tutti gli operatori dovranno utilizzare i nuovi modelli di Registro Carico Scarico e Formulari di Identificazione Rifiuti (FIR), come previsto dal DM 59/2023. I nuovi FIR dovranno essere vidimati digitalmente.