Domanda di: Jelena Sala | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2026 Valutazione: 4.3/5
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Se non si paga una cartella esattoriale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) entro 60 giorni, l'ente può attivare procedure coattive per il recupero del credito. Le azioni includono fermo amministrativo dell'auto, ipoteca sugli immobili, pignoramento del conto corrente (entro limiti di legge) e il pignoramento di stipendi o pensioni (fino a 1/5 del netto).
Il contribuente che non salderà il proprio debito con il fisco, entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, andrà inevitabilmente incontro al pignoramento dei propri beni o alle misure cautelari, come il fermo auto e ipoteche.
Pignoramento di somme future: Nel caso in cui il nullatenente inizi a percepire redditi, Equitalia potrebbe avviare azioni di pignoramento. Iscrizione a ruolo del debito: Il debito resta registrato, accumulando interessi e sanzioni.
In primo luogo dovrebbe essere introdotta una sanzione penale che punisca il soggetto che dolosamente non paga i proprio debiti. Il carcere per debiti applicato a soggetti che incolpevolmente si trovano nel'impossibilità di pagare i propri debiti è un istituto aberrante.
Quando scatta il pignoramento all'Agenzia delle Entrate?
Quando viene applicato? L'Agenzia delle Entrate-Riscossione può attivare il pignoramento quando esiste un credito iscritto a ruolo (cartella/avviso di pagamento non pagato e divenuto esecutivo) e il debitore non ottempera. Per i crediti tributari la normativa speciale prevede una procedura “esattoriale” (art.