Alla morte del coniuge, la fede nuziale appartenuta al defunto entra tecnicamente a far parte dell'asse ereditario, diventando un bene divisibile tra gli eredi. Tuttavia, per tradizione e prassi comune, la fede rimane solitamente al coniuge superstite come simbolo di ricordo e legame affettivo.
È su questa mano che si indossa la fede nuziale (al dito anulare) ed è sul pollice sinistro che le donne usavano portare l'anello del marito defunto e adornare così il loro lutto portando sempre con sé un ricordo dell'amato.
Per tradizione, la fede nuziale oro si porta all'anulare della mano sinistra, anche se ci sono delle eccezioni. Già nell'antichità si osserva che i Greci indossavano la fede all'anulare della mano sinistra. Si pensava infatti che una vena collegasse questo dito direttamente al cuore, era la via della "Vena Amoris".
Vediamo cosa dice la legge. Il Codice Civile sancisce che al coniuge superstite che succeda da solo – dunque senza figli, né ascendenti o fratelli del de cuius – spetta l'intero patrimonio del coniuge, salvo il concorso con i figli eventualmente nati dall'unione coniugale.