Cosa si fa dei feti abortiti?

Domanda di: Shaira Basile  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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I feti nati morti nell'età gestazionale compresa tra le 20 e le 28 settimane vengono definiti «prodotti abortivi». In tal caso, la sepoltura è obbligatoria. Entro 24 ore, i genitori possono occuparsene personalmente. Nelle ore successive, la sepoltura avviene a carico della struttura ospedaliera in accordo col Comune.

Come vengono smaltiti i feti degli aborti?

Se l'aborto avviene prima delle 20 settimane di gestazione, i bambini vengono chiamati 'prodotti abortivi', equiparati a 'rifiuti speciali ospedalieri' dei quali è previsto lo smaltimento (Dpr 254/2003) tramite termodistruzione in discariche pubbliche, fogne, o sepolti insieme agli arti amputati.

Dove seppellire un feto?

Per seppellire bambini in età gestazionale inferiore alle 20 settimane è necessario richiedere i resti mortali del bambino all'ospedale e i permessi per il trasferimento al cimitero all'ASL.

Cosa ne fanno dei feti?

Il regolamento: la sepoltura su richiesta è sempre possibile

La sepoltura dei feti o dei prodotti del concepimento è consentita in Italia fin dal 1990 ed è normata dall'articolo 7 del decreto del presidente della Repubblica numero 285 sul regolamento di polizia mortuaria.

Cosa succede ai feti nati morti?

Cosa prevede la legge

Per legge, i bambini sono considerati “nati morti” solo quando abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto. Pertanto se un bambino nasce morto dopo la 28° settimana dovrà essere registrato presso l'anagrafe e, solo successivamente, si potrà procedere alla sua sepoltura.

Aborto 9 settimane