Tra questi ultimi essere un burro, o sembrare di burro, si utilizza per sottolineare la morbidezza di un cibo, oppure si dice avere le mani di burro quando una persona lascia cadere gli oggetti come se le mani non facessero presa.
Uno dei trigliceridi che si trova nel burro è quello dell'acido butirrico, e quando si rompe, prevalentemente frazie all'ossidazione, è libero e produce un peculiare odore. L'odore contribuisce al sapore e all'aroma di alimenti come il Parmigiano, il formaggio di capra e il kombucha.
Le prime tracce del burro risalgono all'antichità, quando gli esseri umani cominciarono ad addomesticare gli animali. Gli antichi sumeri, abitanti della Mesopotamia, sono stati tra i primi a produrre burro circa 4500 anni fa. Il burro era ottenuto da latte di pecora o capra, agitato vigorosamente in otri di pelle.
Il burro è ricco di grassi saturi e poiché per la salute cardiovascolare si raccomanda l'assunzione dei grassi insaturi, l'uso del burro è sconsigliato. In verità ad oggi non vi è uno studio che precisamente confermi l'ipotesi che il burro incrementi il rischio di malattia cardiovascolare.