Domanda di: Carmela Battaglia | Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
(74 voti)
In giapponese, il termine kakka (閣下) è un titolo onorifico che significa "Eccellenza". Viene utilizzato come suffisso formale per rivolgersi a personalità di alto rango, come ambasciatori, ministri o alti ufficiali militari (es. Daitōryō Kakka - Sua Eccellenza il Presidente). Non ha nulla a che fare con la parola italiana "cacca", che in giapponese si dice diversamente (es. unko o unchi).
Kakka (閣下?) significa "Vostra Eccellenza" e viene usato per i capi di stato (eccetto quelli a cui ci si rivolge con Heika o Denka), i capi di governo, incluso il Primo Ministro del Giappone, i ministri, gli ambasciatori e altri funzionari di alto rango come il Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Perché l'ex fantasista rossonero ha un fratello minore, Digao — che in Italia ha giocato con Rimini, Milan, Lecce e Crotone — il quale da piccolo non riusciva a pronunciare il nome Ricardo e quindi era solito chiamare il fratello maggiore Cacà. Lo stesso Ricardo lo modificò poi in Kakà.
La parola giapponese per gatto è Neko, scritta con il kanji 猫. Sembra che il gatto sia arrivato in Giappone dalla Cina, quasi sicuramente intorno all'anno 538 d.C. insieme al buddismo; sembra infatti che i monaci, per tenere al sicuro i manoscritti buddisti dai topi, avessero sempre almeno un gatto nei templi.