Il superlativo relativo si forma con la costruzione analitica formata dall'avverbio più o meno, cioè l'aggettivo al grado comparativo, preceduto dall'articolo determinativo (2). In questo caso si attribuisce il massimo grado a una proprietà all'interno di un insieme qualificato dal secondo termine di paragone.
Il superlativo è assoluto quando la qualità posseduta al massimo grado non ha né limitazione, né confronti: È un quadro bellissimo. Il superlativo è relativo quando questa qualità è limitata a un certo gruppo o ambito: È il più bel quadro della mia collezione.
Superlativo relativo: Carlo è il ragazzo più intelligente (della classe)/(tra gli altri) (Cfr. comparativo: Carlo è più intelligente degli altri studenti.) Formiamo dunque il superlativo relativo aggiungendo l'articolo determinativo alla forma del comparativo.
Marco è bravissimo. Marco è il più bravo della sua classe. Il superlativo è assoluto quando la qualità è espressa nel suo grado più alto, senza nessun confronto; il superlativo è relativo quando la qualità, pur essendo espressa nel suo grado più alto, è paragonato con quella di altri termini.
In grammatica, grado s., o semplicem. superlativo (s. m.), categoria grammaticale mediante la quale si esprime la gradualità di un aggettivo qualitativo, di un avverbio (o anche, ma raram., di un sostantivo, con riferimento a qualche sua qualità intrinseca: per es., generalissimo, campionissimo).