Non si chiamerà Polaroid, ma Notti brave di Carl Brave è una collezione di fotografie, una serie di immagini quotidiane, cristalline nella loro semplicità, che si appoggiano su un suono commistionato e contemporaneo.
“Fare una notte brava” è un modo di dire che si usa per indicare o descrivere una serata trascorsa compiendo azioni eclatanti o rischiose, con lo scopo di divertirsi. Il significato è legato all'origine spagnola del termine bravo, che significa coraggioso.
Una “notte brava” è una notte di bagordi e divertimento sfrenato. Pare ironico quel “brava”, farebbe pensare a divano&zapping&tisanina, ma in realtà il significato è legato all'origine spagnola del termine “bravo”, cioè “coraggioso”.
Le notti bianche (in russo: Белые ночи, Belye Noči) è un racconto giovanile di Fëdor Dostoevskij. La storia è stata scritta da Dostoevskij tra settembre e novembre del 1848, periodo nel quale partecipò al circolo letterario e filosofico di Nikolay e Aleksei Beketov e successivamente nel circolo di Mikhail Petrashevsky.
"Passare la notte in bianco" significa non dormire per niente, non chiudere occhio per tutta la notte, spesso a causa di stress, preoccupazioni, studio o eventi inattesi, con origine nel Medioevo dove i cavalieri trascorrevano la veglia d'armi vestiti di bianco prima dell'investitura.