Domanda di: Joshua Sala | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Cos'è la morte cerebrale
Si parla di morte cerebrale quando il cervello di una persona, più precisamente il tronco encefalico, cessa di svolgere qualsiasi attività. In questo stato, la perdita di coscienza è definitiva, così come la risposta a qualsiasi stimolo esterno.
La morte cerebrale è la perdita permanente di attività cerebrale. In seguito a essa, una persona non è in grado di respirare o di mantenere le altre funzioni vitali in maniera autonoma e perde per sempre qualsiasi consapevolezza e capacità di pensiero.
Al momento della morte, possono comparire contrazioni muscolari e il torace può sollevarsi come durante la respirazione. Dopo l'arresto respiratorio, è possibile che il cuore si contragga ancora per qualche minuto e possono comparire convulsioni di breve durata.
A livello scientifico, durante la morte l'ossigeno che affluisce al cervello viene trattenuto facendo chiudere i circuiti cerebrali e portando la persona nell'incoscienza. Quando il cuore si ferma, il sangue non fluisce più al cervello e i processi vitali si interrompono.
Quando l'anima lascia il corpo tende a ricordare, con più o meno attaccamento, le esperienze terrene e potrebbe avere difficoltà nel proseguire il suo cammino: tuttavia, il percorso di reincarnazione una volta iniziato deve essere necessariamente portato a termine.