in caso di licenziamento), entro sei mesi dalla nuova assunzione deve manifestare la scelta sulla destinazione del TFR futuro e cioè decidere di nuovo se destinarlo a un fondo pensione o lasciarlo in azienda (compilando il modello TFR2).
chi aveva destinato parte del TFR a un fondo pensione e non lo ha riscattato al momento della cessazione del rapporto di lavoro, può mantenere questa opzione nella stessa misura, se il contratto nazionale di lavoro applicato è lo stesso o se quello nuovo lo consente. Il resto del TFR resta in azienda.
Il passaggio a un nuovo fondo è possibile solo dopo due anni di permanenza. Questa clausola non vale solo in un caso: è possibile cambiare anche prima dei due anni nel caso in cui si perdano i requisiti soggettivi di partecipazione, ad esempio se si cambia lavoro e settore, oppure se si assume il ruolo di dirigente.
Come fare a recuperare il Tfr lasciato in azienda?
Presso l'Ente Previdenziale, infatti, è stato istituito il Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro, attivabile tramite un'apposita procedura. Tramite lo stesso si può andare a recuperare l'importo accumulato nel corso del periodo in cui si è lavorato presso l'azienda che ha chiuso.
Detto quanto, il diritto al trattamento di fine rapporto si prescrive in 5 anni dalla data dell'interruzione del rapporto di lavoro. La qual cosa vuole dire che se il dipendente non avanza richiesta di pagamento in questo lasso di tempo, dopo non avrà più diritto a ricevere quei soldi.