Licenziarsi non comporta la perdita dei contributi pensionistici (INPS), che restano validi, ma interrompe il versamento fino al nuovo impiego, potendo influire sull'importo finale o allungare i tempi di attesa. Se si ha una previdenza complementare (fondo pensione), è possibile riscattare, trasferire o mantenere la posizione accumulata in caso di inoccupazione.
Cosa succede se mi licenzio prima di andare in pensione?
Se un lavoratore si dimette prima di raggiungere l'età di accesso alla pensione pur avendo raggiunto il requisito contributivo, dovrà attendere per avere liquidazione dell'assegno.
Quanto tempo prima si danno le dimissioni per andare in pensione?
Il preavviso per le dimissioni volontarie per pensionamento dipende dall'anzianità di servizio e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, ma in generale varia da 30 giorni (per < 5 anni) a 60 giorni (per > 10 anni), con termini che spesso decorrono dal 1° o 16° giorno del mese, e deve essere comunicato telematicamente tramite il sito del Ministero, pena l'indennità sostitutiva.
Se ti licenzi volontariamente, perdi principalmente il diritto all'indennità di disoccupazione (NASpI), ma mantieni il diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto), alle ferie non godute, a tredicesima/quattordicesima maturate, e ricevi l'ultima retribuzione; attenzione a non dare preavviso, altrimenti dovrai pagare un'indennità sostitutiva al datore di lavoro, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa, che ti danno diritto sia alla NASpI che all'esonero dal preavviso.
Quando ti licenzi (o vieni licenziato), ti spettano sempre le competenze di fine rapporto come TFR, tredicesima/quattordicesima maturate, ferie e permessi non goduti, oltre all'ultima busta paga; se sei stato licenziato involontariamente (non per dimissioni volontarie), hai diritto anche all'indennità di disoccupazione NASpI, che invece non spetta se ti dimetti volontariamente, a meno che tu non lo faccia per giusta causa o in casi specifici.