48, comma settimo del Codice stabilisce che «Se il tribunale non omologa il concordato preventivo o gli accordi di ristrutturazione, dichiara con sentenza, su ricorso di uno dei soggetti legittimati, l'apertura della liquidazione giudiziale»; allo stesso tempo, l'art.
Cosa succede se il concordato non viene accettato?
Dopo l'omologazione del concordato il creditore (lo stesso debitore, il P.M.) può presentare istanza di fallimento in caso di inadempimento o mancata attuazione del piano, a prescindere dalla richiesta di risoluzione o annullamento del concordato.
Cosa succede dopo l omologazione del concordato preventivo?
Per effetto dell'omologazione il debitore torna in bonis, riacquista la possibilità di disporre del proprio patrimonio e di gestire l'azienda, compiendo gli atti ordinari e straordinari previsti dal piano, senza necessità di autorizzazione, ferma restando la vigilanza degli organi della procedura.
Ecco il criterio legale del giudizio: il tribunale può omologare il concordato se valuta che i crediti dei creditori dissenzienti possono risultare soddisfatti dal concordato in misura non inferiore rispetto alla liquidazione giudiziale.
Con l'omologazione si chiude la procedura di concordato, e diventa obbligatorio per tutti i creditori, anche quelli antecedenti alla pubblicazione del ricorso ex art. 161 nel registro delle imprese (art. 184 modificato dal d.l. 83\2012).