Il preavviso nel rapporto di lavoro si calcola generalmente in giorni di calendario e non lavorativi. Questo significa che sabati, domeniche e festività sono inclusi nel conteggio. La decorrenza parte spesso dal 1° o dal 16° giorno del mese successivo alla comunicazione, a seconda del CCNL Randstad,.
Il calcolo del periodo di preavviso si fa retrocedendo dalla data della cessazione, e comprende tutti i giorni di calendario, compresi i festivi. Il periodo di preavviso deve essere effettivamente lavorato: non è possibile godere delle ferie maturate, che devono perciò essere fruite prima della sua decorrenza.
15 giorni di preavviso per lavoratori full-time con più di 5 anni di anzianità 8 giorni di preavviso per lavoratori full-time fino a 5 anni di anzianità 8 giorni di preavviso per lavoratori part-time con più di 2 anni di anzianità 4 giorni di preavviso per lavoratori part-time fino a 2 anni di anzianità
Da quando partono i giorni di preavviso per il licenziamento?
Durata e Calcolo del Preavviso
Nel contratto Commercio (CCNL Terziario, distribuzione e servizi), ad esempio, i termini di preavviso in caso di licenziamento o dimissioni dipendono dall'anzianità di servizio e dal livello contrattuale e vanno da 15 a 120 giorni di calendario, decorrenti dal giorno 1° o 16° del mese.
Cosa succede se non si danno i 15 giorni di preavviso?
Se non si danno i 15 giorni di preavviso, il datore di lavoro può trattenere dalla busta paga una somma corrispondente all'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso non lavorato, come forma di risarcimento per il danno produttivo, ma si può cercare un accordo con l'azienda per ridurre o evitare la penale, oppure se il datore rinuncia esplicitamente al preavviso (con consenso scritto), il rapporto termina subito senza trattenute.