Cosa succede quando una persona è indagata?

Domanda di: Ing. Prisca Serra  |  Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026
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Quando una persona è indagata, viene formalmente iscritta nel registro delle notizie di reato (art. 335 c.p.p.) dal Pubblico Ministero (PM) a seguito di una denuncia, querela o indagine diretta. Questa fase, chiamata indagini preliminari, mira a raccogliere prove e non implica colpevolezza, ma l'avvio di un procedimento penale che può concludersi con l'archiviazione o con il rinvio a giudizio.

Cosa succede quando una persona viene indagata?

Essere indagati non significa essere colpevoli: si tratta della fase iniziale del procedimento penale, mirata a raccogliere prove per stabilire se ci siano elementi sufficienti per procedere con un'accusa formale e iniziare quindi un processo.

Cosa comporta essere iscritti nel registro degli indagati?

Il nuovo art. 335-bis c.p.p. prevede che «la mera iscrizione nel registro [degli indagati] di cui all'articolo 335 non [possa], da sola, determinare effetti pregiudizievoli di natura civile o amministrativa per la persona alla quale il reato è attribuito».

Cosa succede dopo le indagini?

Al termine delle indagini se gli elementi acquisiti dal Pubblico Ministero nel corso delle stesse consentono, secondo il P.M., di formulare una ragionevole previsione di condanna, quest'ultimo fa notificare all'indagato un atto. Quest'atto è l'avviso di conclusione delle indagini in base all'art 415 bis cpp.

Quanto tempo una persona può essere indagata?

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 393 comma 4(1), la durata delle indagini preliminari non può comunque superare diciotto mesi o, se si procede per una contravvenzione, un anno(3).

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