Oggi non è più pericoloso, come prima della riforma del 2016, inviare un messaggio offensivo tramite sms, WhatsApp o email. Questo perché, se oltre al destinatario non ci sono altri soggetti in copia, si commette un'ingiuria che, come già detto, non costituisce più reato.
Sui social network tale reato si configura quando ad esempio viene commentato un post pubblico pronunciando frasi offensive nei confronti di qualcuno. L'ingiuria invece non è più considerata un reato dalla Legge, ma un illecito civile e si realizza quando le offese vengono rivolte in presenza della persona offesa.
[Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente(1)(2) è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa(3).
non commettere furti d'identità ossia non sfruttare l'immagine o il nome e cognome di un'altra persona onde spacciarsi per essa; non inviare messaggi pubblicitari non autorizzati o altre comunicazioni non consentite come messaggi in massa, messaggi automatici, chiamate da sistemi automatici o simili.
L'unico modo per agire è la causa civile, quindi l'interessato deve affidarsi ad un bravo avvocato civilista per citare in giudizio la controparte. Il procedimento può essere molto lungo, e non ci sono garanzie di potere vincere il processo ed ottenere un risarcimento danni.