Domanda di: Ing. Davis Montanari | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Per tutto il periodo del congedo per maternità, le lavoratrici hanno diritto ad una indennità giornaliera pari all'80% della retribuzione. Molti contratti collettivi pongono a carico del datore di lavoro il pagamento del restante 20%, così da assicurare alla lavoratrice l'intera retribuzione.
Alla neomamma lavoratrice dipendente spetta un'indennità pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera calcolata sull'ultimo mese di lavoro precedente al congedo.
Come e quando viene rimborsata la maternità al datore di lavoro?
Generalmente l'indennità di maternità viene anticipata alle lavoratrici in busta paga dal datore di lavoro, il quale provvede a comunicare all'Inps quanto corrisposto al fine di ottenere il rimborso delle somme anticipate alla lavoratrice.
La legge italiana prevede una specifica normativa per la tutela per la donna in gravidanza e anche per le madri adottive. Nel caso in cui si sia in gravidanza, la donna ha il diritto di potersi assentare al lavoro per cinque mesi, ossia due possono essere presi prima del parto e tre dopo che ha partorito.
Quanto costa all'azienda una dipendente in maternità?
Come spiega IPSOA «l'INPS eroga l'80% della retribuzione. Successivamente, il datore di lavoro eroga la differenza risultante tra l'indennità INPS lordizzata e la retribuzione normale che sarebbe spettata alla lavoratrice non in congedo». Il costo del lavoro che rimane a carico dell'azienda, quindi, è pari all'1,4%.