Domanda di: Giovanna Villa | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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La privazione del sonno a lungo termine invece può avere degli effetti più preoccupanti come ipertensione, obesità, diabete, ictus e infarto. Inoltre si ha maggiore propensione a sviluppare patologie psichiatriche quali stress, ansia, depressione, paranoia nonché l'invecchiamento precoce del sistema nervoso.
Senza dormire si può resistere al limite circa 10 giorni. In alcuni esperimenti con dei volontari si è visto che dopo due giorni il sonno diminuisce per adattamento. Poi comincia però un progressivo deperimento delle varie funzioni e, dopo circa 100 ore si aggiungono deliri e allucinazioni.
Le principali conseguenze della deprivazione del sonno sono le seguenti: astenia, ossia una stanchezza significativa. disturbi dell'attenzione, della concentrazione e della memoria, soprattutto sul lavoro. eccessiva sonnolenza diurna.
Come detto, dormire poco o male ci espone a un rischio più alto di insorgenza di infarti e ictus, oltre ad «avvicinare» condizioni croniche quali l'obesità (chi dorme di meno, mangia di più e fa fatica a bruciare le calorie in eccesso), il diabete di tipo 2 e la sindrome metabolica.
Il cervello privato del sonno non riesce a registrare i ricordi in modo corretto, dovuto a un mal funzionamento dell'ippocampo, della corteccia prefrontale e del lobo parietale. Una notte senza sonno ci rende più probabili al trasformare in ricordi le informazioni erroneamente codificate dal cervello.