Rimuovere i sigilli dal contatore dell'acqua è un reato penale, punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa da 103 a 1.032 euro per violazione di sigilli (art. 349 del Codice Penale e Studio Cataldi). L'azione, spesso tentata per ripristinare la fornitura dopo un distacco per morosità, configura anche il reato di furto, comportando gravi conseguenze legali, sanzioni amministrative e l'obbligo di risarcire i danni al gestore.
Nel caso l'utente cerchi di rompere il sigillo è passibile di una sanzione penale. L'unico modo legale per aprire e riattivare un contatore sigillato da parte del proprietario è quello di pagare la multa e tutte le bollette arretrate saldando il debito con il fornitore del servizio.
Cosa succede se rompo il sigillo del contatore dell'acqua?
Rimuovere i sigilli
La rimozione dei sigilli dal contatore, al fine di approvvigionarsi nonostante la sospensione della fornitura dovuta a morosità, è classificata come furto [2], e pertanto punita con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro [3]. [2] Art. 624 cod.
Perché mettono il sigillo al contatore dell'acqua?
Questi sigilli vengono applicati sui contatori per impedire eventuali manomissioni o alterazioni che potrebbero influire sulla corretta lettura dei consumi.
349 – Codice penale – Violazione di sigilli. Chiunque viola i sigilli , per disposizione della legge o per ordine dell'Autorità apposti al fine di assicurare la conservazione o la identità di una cosa [705, 752-762, 260, 261], è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032.