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Cosa usavano i romani al posto del cemento?
Gli antichi romani utilizzavano varie forme di carbonato di calcio, formati a temperature estreme. La miscelazione a caldo, secondo gli esperti, potrebbe rappresentare la chiave per un prodotto finale estremamente resistente.
Come era fatto il cemento romano?
IL SEGRETO DEL CEMENTO ROMANO Un mix di pozzolana, calce viva e acqua usato per “impastare” il pietrisco di roccia vulcanica e ottenere così il cemento impiegato per la realizzazione delle imponenti architetture civili e dei monumenti giunti sino ai giorni nostri.
Perché le insulae non avevano i vetri alle finestre?
Sia per espletare i propri bisogni che per rifornirsi d'acqua, bisognava utilizzare le strutture pubbliche all'esterno. Inoltre, le finestre non avevano i vetri e per ripararsi c'erano solo le imposte di legno, per cui d'inverno o si soffriva il freddo o si stava al buio.
Qual è stata la prima civiltà ad inserire il vetro nelle finestre?
I Romani furono i primi a dotare le finestre di tamponamento in vetro, una tecnica che poi si perse per scarsità di materiali durante l'alto Medioevo, per venire poi ripresa il larga scala solo nel periodo gotico (XII secolo - XIII secolo).
Quando sono stati messi i vetri alle finestre?
La scelta di schermare le finestre con il vetro si diffonde in età romana. Il momento decisivo è il I secolo d.C., quando venne messa a punto la tecnica della soffiatura del vetro, nata nel medio oriente.
Come si faceva il vetro nell'antichità?
Nell'antichità i procedimenti standard impiegati nella produzione del vetro erano quattro, ciascuno con molte varianti più o meno complesse: lavorazione a nucleo friabile o a verga, colatura in stampi aperti o chiusi, soffiatura libera e soffiatura in stampi e forme di vario tipo.
Come facevano il vetro gli antichi?
dal 7.000 al 3.000 a.C. Si forma quando la sabbia di quarzo si scioglie in seguito a un forte innalzamento della temperatura e la massa fusa si raffredda successivamente. Un «fluido solidificato», questo è il vetro.
Come si faceva il vetro?
Ma di cosa è fatto il vetro? In due parole, si ottiene fondendo la sabbia con la soda (in forma di carbonato o solfato) a temperature attorno ai 1500-1550 gradi circa. Una volta ottenuto il fuso viene raffreddato rapidamente et voilà, si ottiene il vetro.
In che anno è nato il vetro?
658 a.C. E' stata ritrovata nella biblioteca del re assiro Assurbanipal la prima ricetta per la produzione del vetro a noi nota e tramandata alla storia: «Si prendano 60 parti di sabbia, 180 parti di polvere di alghe essiccate e cinque parti di gesso». Questa ricetta del 658 a.C. è ancora valida dopo 2.500 anni.
Come facevano i fenici a fare il vetro?
Il vetro si ottiene portando a temperatura elevata il silicato di calcio, sostanza contenuta in alcuni tipi di sabbia; la sabbia sciogliendosi si coagula in una pasta che, raffreddata, diventa solida e in grado di mantenere la forma.
Qual è la storia del vetro?
Secondo un racconto di Plinio, questo materiale fu una scoperta accidentale dovuta ad alcuni mercanti fenici che, intorno al 5000 a.C., sbarcati presso le rive del fiume Belo in Siria, accesero un fuoco da campo ed usarono per appoggiare le loro pentole dei blocchi di nitrato prelevato dal carico che trasportavano.
Quale popolo Inventó il vetro?
Secondo un racconto di Plinio, questo materiale fu una scoperta accidentale dovuta ad alcuni mercanti fenici che, intorno al 5000 a.C., sbarcati presso le rive del fiume Belo in Siria, accesero un fuoco da campo ed usarono per appoggiare le loro pentole dei blocchi di nitrato prelevato dal carico che trasportavano.
Chi furono i primi a lavorare il vetro?
dal 7.000 al 3.000 a.C. La storia del vetro non ha inizio in Mesopotamia, dove nel terzo millennio gli antichi mastri artigiani inventarono la tecnica di produzione del vetro. Il vetro si trova infatti in natura.
Quale civiltà faceva gli oggetti in vetro?
Attorno al 1.500 a.C., gli egizi cominciarono a produrre i primi recipienti cavi in vetro da utilizzare come flaconi per unguenti ed oli. Il più antico oggetto in vetro oggi noto fa parte della collezione di arte egizia del Museo di Monaco di Baviera: si tratta di una fine coppa di vetro celeste.
Come dormivano gli antichi romani?
I Romani dormivano con la biancheria intima che era costituita da un perizoma in lino, detto subligaculum, e una semplice tunica, detta subucula, realizzata in lino o lana e costituita da due rettangoli cuciti sulle spalle che arrivavano fino alle ginocchia.
Come erano le finestre nel Medioevo?
Tipici del Medioevo erano i muri spessi con piccole finestre ad arco tondo, spesso disposte una accanto all'altra per far entrare più luce all'interno.
Quanto erano alte le insulae romane?
Le insulae divennero presto il tipo di abitazione piu' diffuso a Roma. Questi palazzi a piu' piani, alti oltre venti metri, erano divenuti cosi' numerosi che Cicerone definiva Roma una citta' sospesa per aria. La costruzione delle insulae divenne presto un'attivita' lucrosa.
Perché il cemento romano è più resistente del nostro?
Il segreto starebbe in una composizione a base di calce viva che permetterebbe al cemento di autoripararsi quando si formano piccole crepe. A scoprirlo è stato Admir Masic – studi italiani e oggi docente di ingegneria civile e ambientale al Massachusetts Institute of Technology.
Qual è il segreto del calcestruzzo romano?
IL SEGRETO DEL CEMENTO ROMANO Un mix di pozzolana, calce viva e acqua usato per “impastare” il pietrisco di roccia vulcanica e ottenere così il cemento impiegato per la realizzazione delle imponenti architetture civili e dei monumenti giunti sino ai giorni nostri.
Come facevano i Romani a costruire gli acquedotti?
Gli acquedotti antichi romani presentavano delle camere dove le acque venivano raccolte e sottoposte a purificazione (le piscinae limariae), sia all'inizio del percorso, sia alla fine. Il condotto principale era detto specus ed era costruito in muratura ricoperta con un amalgama impermeabile fatto di calce e laterizi.