Un cieco assoluto, definito come tale per una totale mancanza di vista o una percezione visiva non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi, non vede "nero", bensì sperimenta una completa assenza di input visivi. Per chi è nato cieco, l'assenza di vista significa non avere il concetto di luce o oscurità, percependo il nulla, spesso paragonato al non avere la vista sul retro della testa.
Il termine cecità totale si riferisce a persone che non possono vedere assolutamente nulla, mentre cecità parziale si riferisce a coloro che soffrono di problemi di vista, ma possono distinguere determinate cose.
Mentre una persona cieca non ha la capacità di vedere, un individuo con ipovisione ha una vista limitata e spesso deve avvicinarsi agli oggetti per vederli chiaramente. La sua visione può essere offuscata da varie anomalie.
E per le persone nate cieche, non c'è un quadro di riferimento visivo. Non hanno il concetto di vista, luce o oscurità perché il loro cervello non ha mai elaborato informazioni visive.
Sono considerati ciechi parziali, le persone con un residuo visivo non superiore al totale di un ventesimo in entrambi gli occhi, o nell'occhio migliore, anche con eventuale correzione. Le minorazioni visive di minore entità possono invece rientrare fra le invalidità civili e quindi percentualizzate.